Vino Piemontese ed esportazioni: cosa succede in questo 2020

Sin dal 2001, il consorzio Piemonte Land of Perfection nasce per offrire ai consorzi di tutela del vino piemontesi un incubatore di strategie comuni per la promozione dei vini e delle eccellenze gastronomiche, la bellezza dei paesaggi che sono territori di produzione. 

In particolare, il 2018 è stato un anno di crescita per le esportazioni distrettuali piemontesi, il cui valore è aumentato di 473 milioni di euro per un ammontare complessivo di 9,2 miliardi di euro, nuovo record storico dell’export regionale.  

Le esportazioni distrettuali sono aumentate sia verso i mercati maturi (+6,1%) sia verso i nuovi mercati (+3,5%). In particolare, la Svizzera, la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti sono stati i paesi di maggior esportazione e il 2018 un anno particolarmente brillante per i Vini delle Langhe, Roero e Monferratole cui esportazioni hanno raggiunto la quota di 1,566 miliardi di euro, con un aumento del 16%. 

Secondo il Monitor di Intesa Sanpaolo, le esportazioni dei distretti industriali del Piemonte nel 2018 sono aumentate del 5,4% , trainate dai Vini delle Langhe, Roero e Monferrato, dalla Nocciola del Piemonte, dal Tessile di Biella e dai Dolci di Alba e Cuneo. 

2019-2020: dalla flessione dei prezzi al lockdown 

Nel 2019 il valore del vino piemontese è stato stimato in un miliardo di euro, questo a causa di una diminuzione significative dei prezzi: in particolare, del -4% per il Dolcetto d’Alba e addirittura del 26% per le uve del Langhe-Nebbiolo.  

E arriviamo al 2020.  

Secondo Coldiretti, lo stop agli spostamenti da tutte le regioni colpisce oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno erano andati in viaggio nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o fare vacanze. E’ uno stop che penalizza anche i brindisi di fine anno per effetto del coprifuoco, della chiusura serale dei ristoranti e dei limiti ai festeggiamenti nella case, col rischio di dare il colpo di grazia ai consumi di vino e spumanti, che nel 2020 fanno registrare un crollo fuori casa del 40%, per una perdita complessiva di quasi 1,4 miliardi di euro. 

È un’opportunità persa non da poco, poiché il Piemonte, data la sua tradizione di vini d’eccellenza, annovera anche etichette particolarmente adatte per i brindisi delle feste: Asti Spumante e Moscato d’Asti, con oltre 80 milioni di bottiglie, Asti secco, con due milioni di bottiglie, Brachetto con oltre 5 milioni di bottiglie. 

Gran Bretagna: corsa agli acquisti di made in Italy per paura del no-deal 

In compenso, con il rischio del no deal dovuto alla Brexit, sono aumentate sin da novembre le esportazioni di cibo e bevande Made in Italy in Gran Bretagna, con un aumento del 5,2%, in controtendenza con l’andamento stagnante del commercio estero per emergenza Covid, come afferma Coldiretti. 

Insomma, la corsa agli acquisti di Made in Italy da parte dei sudditi britannici si sta facendo affannosa, tanto più che proprio in questi giorni il primo ministro britannico Boris Johnson ha avvertito le imprese e il pubblico di prepararsi a lasciare il mercato unico dell’Unione europea senza un accordo commerciale, mentre i negoziati con il blocco vacillano. 

Senza accordo, sostiene Coldiretti, la Gran Bretagna rischia di diventare il porto franco del falso Made in Italy in Europa per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti italiani a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp), che rappresentano circa il 30% sul totale dell’export agroalimentare tricolore Oltremanica. A pagarne il conto rischiano di essere le grandi eccellenze dei territori e tra queste quelle piemontesi, come i vini ed i formaggi. 

Grandi gli sforzi dei consorzi di tutela per non interrompere il dialogo con i buyer, i sommelier e anche con i consumatori privati.  

Per sostituire i tradizionali momenti di incontro e di degustazione, si legge su www.mgglobale, le case di produzione i consorzi si sono affidati al commercio elettronico, inaugurando esperienze di degustazione digitali

  • incontri in videoconferenza con giornalisti e specialisti 
  • il “digital tasting” (prima si inviano i campioni, poi si organizzano da remoto i momenti di presentazione dei vini). 

Per raggiungere invece i consumatori finali in un’ottica B2C alcuni viticoltori stanno utilizzando: 

  • tutorial e webinar in cui i vignaioli accompagnano alla scoperta dei loro vini 
  • video divulgativi con approfondimenti e consigli sui possibili abbinamenti promossi tramite i canali social  
  • e-mail e newsletter curate da sommelier. 

Insomma, il Piemonte non si arrende, ma solo il prossimo anno sarà possibile fare il punto su come è davvero andata, in un’Italia dove il Prodotto Interno Lordo dovrebbe chiudere il 2020 con una flessione del 9,2%. 

Fonti:  
Coldiretti Piemonte,  
www.mglobale.it 

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