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Sostenibilità, cos’è e nove trucchi +2 per vivere in modo sostenibile.

La parola sostenibilità è ampiamente usata negli ultimi anni sia che si parli di abitudini alimentari, di agricoltura, di allevamento, di risparmio energetico, di riciclo consapevole. 

Sorprende, per esempio, quanti ancora non facciano alcuna differenziazione nei rifiuti, unendo tutti i tipi, dalla carta all’umido, dalle lampadine alle batterie usate in un unico contenitore. 

E infatti, davanti a questa sconfitta evidente delle ormai decennali campagne sulla differenziazione dei rifiuti, molti sono ancora convinti che “intanto poi buttano tutto nello stesso contenitore”. Ma non è vero e per evitare che i cittadini meno sensibili continuino a fare i propri comodi, moti comuni si risolvono a usare la raccolta porta a porta. Per chi già differenziava una piccola scocciatura, per chi non differenziava, un problema enorme. 

Sorprende, ugualmente, la quantità di consumatori che non badano affatto ad acquistare cibi che non siano avvolti in due o tre contenitori di materiali diversi o, ancor peggio misti, un vero incubo per il vero riciclatore. 

Sostenibilità e benessere animale 

E sorprende anche che molti acquistino ancora prodotti animali di provenienza semisconosciuta, allevati in Francia, macellati e lavorati in Italia, una cosa non sostenibile dl punto di vista della tutela dell’ambiente, dell’incremento dell’emissione di anidride carbonica in atmosfera oltre che intollerabile per il risetto del benessere animale. Non dimentichiamo che gli allevamenti intensivi costituiscono una delle parti più gravi dell’attuale riscaldamento atmosferico e cambiamento climatico: negli allevamenti intensivi gli animali stanno male, rattati come oggetti, ammassati, immersi nelle loro stesse feci (ricordiamo lo scandalo degli hamburger alla salmonella distribuiti nelle scuole negli Stati Uniti). 

L’aumento della domanda di carne è stata la causa della deforestazione in tutto il mondo, ad esempio in Amazzonia. La deforestazione è una delle principali fonti di gas serra e la principale minaccia per la biodiversità. Storicamente, la produzione estensiva di ruminanti è stata uno dei principali fattori di deforestazione in Amazzonia e altrove, ma oggi il quadro è più complesso con terreni inizialmente sgomberati per il pascolo che vengono convertiti in seminativi e la domanda di soia per nutrire maiali e pollame in Asia ora è rapidamente contributo crescente al cambiamento dell’uso del suolo. Ma attenzione: un grave rischio per la sostenibilità è dato anche dalla produzione intensiva della soia, e non solo per il consumo animale.  

Sostenibilità: guardiamo alla soia 

La soia è un prodotto ampiamente utilizzato dai vegetariani e dagli appassionati di cibi integrali. I semi di soia sono così versatili che sono diventati un’alternativa di base alla carne, Possono essere lavorati e costituiscono la base di numerosi alimenti come latte di soia, tofu, farina e hamburger e salsicce senza carne. 

Tuttavia, la produzione di massa di soia ha ricevuto feroci critiche per il suo ruolo nella deforestazione del Sud America. 

I due principali paesi produttori di soia sono gli Stati Uniti e il Brasile, che insieme producono circa il 64% dell’offerta mondiale. La soia è la più grande esportazione del Brasile in termini di valore e da tempo ci sono serie preoccupazioni sulla misura in cui è dietro la deforestazione in Amazzonia e nelle regioni circostanti. 

Questo non significa assolutamente che i vegetariani siano i responsabili della deforestazione in Amazzonia. La maggior parte della soia mondiale è usata come alimento per il bestiame, solo il 6% viene consumato direttamente dall’uomo. Probabilmente mangiare soia è di gran lunga meglio per l’ambiente che mangiare prodotti di origine animale: una dieta vegana è responsabile di circa la metà delle emissioni di gas serra di una onnivora. 

Ma il mangime per la zootecnia intensiva viene prodotto su terreni arabili che potrebbero essere utilizzati per coltivare cibo per l’uomo. Ciò suggerisce che la riduzione della domanda di mangimi renderebbe più terra disponibile per la coltivazione del cibo umano, il che a sua volta porterebbe a prezzi più bassi, il che è positivo per la sicurezza alimentare dei consumatori e ad una maggiore accessibilità al cibo nei paesi poveri. Infatti, se metà modo è obeso e l’altra metà affamato dipende anche dal fatto h l’agricoltura di sussistenza nei paesi poveri è stata sostituita da produzioni agricole intensive, con semi geneticamente modificati e imposti a caro prezzo agli agricoltori. 

In questo senso il primo odo di spiegare la sostenibilità è un’economia che porti cibo san, sicuro e accessibile a tutti i popoli. 

La sostenibilità in nove punti 

  1. Riduci gli sprechi alimentari 

Riduci il costo della spesa scoprendo come evitare gli sprechi alimentari. Una famiglia media butta circa 2000 euro di cibo l’anno. Il cibo gettato nel bidone della spazzatura finisce in discarica, si decompone e può, potenzialmente, produrre gas serra. 

  1. Abbassa il termostato 

Risparmia sulle bollette del riscaldamento mantenendo la temperatura del riscaldamento a casa tra i 18 ei 20 gradi nei mesi più freddi. Ogni grado in più significa più inquinamento che causa il cambiamento climatico e un aumento della bolletta del riscaldamento di circa il 10% per grado. 

  1. Occhi alla pausa caffè 

Pare nulla ma le tazzine usate sono spesso non riciclabili e aumentano esponenzialmente la plastica in circolazione. Proponi al capufficio di sceglierle riciclabili oppure portati una tua tazzina e usa quella. 

  1. Doccia consapevole: installa un soffione a risparmio idrico 

Risparmia denaro ed energia con un soffione a risparmio idrico che utilizza il 40% in meno di acqua.  

  1. Di’ no a cannucce e sacchetti di plastica 

I soli sacchetti per la spesa contribuiscono in maniera non insignificante agli 8 milioni di tonnellate di plastica scaricate nell’oceano ogni anno. Anche le cannucce di plastica, che si trovano ogni giorno buttate sulle spiagge riempiono le nostre discariche, danneggiano la nostra fauna selvatica e possono impiegare un’intera vita prima di scomporsi. Ricordati sempre di dire “no borsa per favore” nei supermercati e altri negozi e “no cannucce per favore” nei bar e ristoranti. 

  1. Acquistiamo cibo italiano 

Non facciamoci tentare dallo snack internazionale di turno. Quando acquistiamo merci importate, contribuiamo a produrre la parte maggiore dell’inquinamento che causa il cambiamento climatico. Acquistare prodotti italiani o addirittura a chilometri zero fa bene all’ambiente, alla salute e ai produttori.  

  1.  Cammina, vai in bicicletta e usa i mezzi pubblici quando possibile 

Camminare e andare in bicicletta fa bene alla salute e alla salute dell’ambiente. Pensa se ti è possibile camminare o andare in bicicletta al lavoro: risparmi i costi della palestra e riduci le emissioni di carbonio parte della tua giornata. Se nessuna di queste opzioni è praticabile, usa i mezzi pubblici o informati sul carpooling nella tua zona 

  1. Scopri di più sull’illuminazione a risparmio energetico. 

I diodi a emissione di luce (LED) e le lampade fluorescenti compatte (CFL) ti costeranno molto meno  per funzionare rispetto alle lampade alogene e altre luci a incandescenza. Le lampade fluorescenti  compatte a risparmio energetico possono durare fino a dieci volte di più rispetto a quelle tradizionali. La luce di queste lampadine emette una luce brillante come le tue vecchie lampadine, risparmiando denaro. 

  1. Usa meno carta 

Riduci il disordine di carta in casa e salva alcuni alberi eliminando la carta. Quasi tutto, dalla bolletta del telefono all’estratto conto della carta di credito, può essere visualizzato online. Contatta le tue  banche, i fornitori di servizi pubblici e altri fornitori di servizi per eliminare la carta. E già che ci sei, passa alla carta igienica riciclata. 

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