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Riciclo creativo: uno stile di vita – parte 1

Riciclo creativo: molto di più che trasformare tappi di bottiglia in gnomi o bottoni in collane. Il riciclo creativo è un autentico stile di vita che si basa sul principio che gli oggetti prodotti oggi hanno un’obsolescenza programmata che vorrebbe renderli inutili in pochi anni, talora in pochi mesi. Che la produzione delle materie prime di cui sono composti ha un forte impatto ambientale, come anche lo smaltimento. Che questi materiali possono facilmente essere reimpiegati in creazioni utili, belle e sostenibili per case, giardini, arredi urbani: panchine, giochi per i parchi da bambini, piste da skateboard, pavimenti. 

Anche il riciclo di abiti è diventato un vero e proprio business, con decine di siti, pubblicizzati anche in televisione, per vendere o scambiare gli abiti e gli accessori che non usiamo più. E siti come Subito.it, dove si vendono oggetti usati, nato nel 2007, ha dimostrato di essere antesignano di una cultura e una mentalità che si sarebbero affermate dopo quindici anni.  

Abbiamo preso coscienza che anche la raccolta differenziata, che in Italia fa comunque molta fatica a decollare, e conseguente riciclo industriale, comportano un peso sull’ambiente e un consumo di energia.  

Abbiamo preso coscienza che la prima forma di riciclo avviene al momento dell’acquisto, quando scegliamo di evitare i cibi troppo imballati e “plasticati”. Si tratta, insomma, di una mentalità globale che ci insegna a guardare in maniera critica i nostri consumi e i nostri sprechi. 

Certo il riciclo creativo non può, da solo, fornire una risposta all’emergenza ambientale ma può aiutarci, singolarmente, a guardare ciò che abbiamo in casa con uno sguardo diverso, decine di oggetti che dovremmo mandare alla discarica e che, invece, possiamo usare per arricchire i nostri ambienti; riciclo creativo significa guardare i materiali immaginandoli già trasformati in idee e realizzazioni. 

Esempi semplici da realizzare sono la trasformazione delle bottiglie di plastica in portapenne, vasi da fiori, persino parti di un sistema di irrigazione. I contenitori in plastica, riempiti di altri contenitori di plastica, possono diventare, addirittura, strutture per la piccola edilizia. Gli pneumatici delle auto usati diventano fioriere, basi per giardini sopraelevati o altalene per i bambini. Ma non solo questo. 

Riciclo creativo: origini 

Il riciclo permette di dare una nuova funzione agli oggetti esistenti attraverso il riutilizzo di materiali riciclabili, da considerare risorse e non più rifiuti. 

Il riciclo creativo, in Francia, è da almeno un secolo l’autentica firma dello stile provenzale, che consiste, in sostanza nel riuso di vecchi arredi o oggetti d’uso ridipinti, che danno agli interni provenzali un grande calore e un senso di confortevole antichità. Non per niente, migliaia di turisti, specialmente inglesi, frequentano ogni anno i celebri “vide grenier”, letteralmente “vuota granai” provenzali. Non si tratta della ricerca dell’oggetto prezioso o esclusivo ma di trovare vecchie suppellettili graziose, nei tipici materiali della zona, legno e ferro battuto, da trasformare in preziosi decori per la propria casa 

La prima spinta al riciclo si nota, ovviamente, nei periodi di crisi economica: per esempio, tra gli anni ’30 e ’40, con gli effetti della Grande Depressione, la società americana in crisi si trovò a dover fare i conti con la necessità di riutilizzare e recuperare materiali di scarto, poiché le condizioni economiche non consentivano l’acquisto di materie prime. 

Durante la Seconda guerra mondiale, nylon, gomma e metalli furono costantemente razionati per far fronte alle necessità belliche e ogni famiglia contribuì alle operazioni di riciclaggio con un forte senso patriottico. 

Terminata l’emergenza della guerra e con il boom economico, mentre in alcuni paesi sviluppati (nei paesi poveri è la regola) l’abitudine al riciclaggio si è mantenuta, come in Giappone, in altri, compresi gli Stati Uniti, i progetti sono stati accantonati e le discariche si sono affermate come la soluzione più frettolosa ed economica al problema. 

Fu solo fra gli anni ’60 e ’70 che il movimento ambientalista riuscì a infondere nelle persone una nuova coscienza ecologica, una nuova consapevolezza riguardo agli sprechi e alla loro incidenza sulla salute del pianeta. Il movimento ambientalista ebbe la sua prima consacrazione ufficiale con la prima Giornata della Terra, nel 1970.  

Ma, depressione economica a parte, riciclare è diventato vitale in questa epoca post-consumistica per evitare un ulteriore aggravarsi dell’inquinamento ambientale. 

Riciclo creativo: le basi 

Il riciclo creativo è il riutilizzo di vecchi oggetti per crearne di nuovi, offrendo loro una seconda vita. 

Stoffa, legno, sughero, plastica, alluminio, tetrapak: oltre ai materiali di consumo, compriamo infatti oggetti che perdono il loro fascino nel giro di pochi mesi o giorni, per diventare poi spazzatura, spesso inquinante. Riciclare i materiali di scarto è sempre più importante oggi che il consumismo ci ha portato a creare quantità gigantesche di spazzatura. 

In attesa che gli Stati trovino una soluzione convincente ai continui attentati all’ambiente, proviamo a riciclare i nostri scarti. 

Seguiteci per vedere i nostri suggerimenti. 

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