Pudding ai semi di chia: un seme antico sempre attuale

Pudding ai semi di chia, per apprezzare una cultura millenaria. La storia della chia (Salvia hispanica L.), infatti, è affascinante perché sebbene per 5.500 anni sia stata la terza coltura più importante del Messico, in soli 260 anni è diventata una specie praticamente sconosciuta che per reintegrarsi come alimento nella dieta moderna ha dovuto adattarsi a situazioni alle quali un altro raccolto difficilmente sopravviverebbe.  

Proibito dopo la conquista spagnola, è sopravvissuta non tanto alla proibizione quanto all’oblio che ne sarebbe derivato, non essendo trasmessi la sua conoscenza e il suo uso per almeno sei generazioni. 

La proibizione di coltivare la chia si interruppe dopo l’indipendenza del Messico, tuttavia, il danno che è stato causato a questa coltivazione è quasi inestimabile: nel 1550 venivano coltivati 30.000 ha di chia, nel 1810 solo pochissimi ettari.  

La Chia non è probabilmente l’unica tradizione ancestrale calpestata dai conquistadores dopo essere stata addomesticata in epoche ancestrali, intorno al 3500 a.C. insieme a mais, fagioli e amaranto: era fondamentale nella dieta azteca di oltre undici milioni di abitanti, come si legge nei documenti del codice Mendocino in cui si dice che Tenochtitlan, capitale dell’impero azteco, consumava tra le quattro e le quindicimila tonnellate di semi di chia all’anno. 

La Chia era un’importante fonte di cibo per gli Aztechi: durante le guerre di conquista che duravano diversi giorni, i guerrieri, le vedette, gli informatori che percorrevano grandi distanze avevano come fonte di cibo solo piccole quantità di questo seme. Ma la chia non era usata solo dagli Aztechi: i guerrieri Tlaxcaltec che accompagnarono a Nuño di Guzman e ai suoi guerrieri spagnoli nella conquista di Chiyametlan (oggi Chametla) che in lingua Nahua significa luogo dove c’è molta chia. Nel 1537 pare che Hernan Cortes diede al comune di San Lorenzo Chiamilpa un titolo di possesso di terra e un’arma che nella parte superiore presenta un vaso con semi di chia. 

Infine, la chia veniva utilizzata come cibo, come medicina e venduta per comprare mais, oro e cacao.  

Le antiche civiltà credevano che il seme di chia fornisse poteri soprannaturali: in Maya, “chia” significa “forza”. Questo probabilmente ha a che fare con la grande quantità di energia fornita dai semi: come abbiamo visto, gli antichi guerrieri attribuivano la loro resistenza a questo minuscolo seme, e anche oggi viene usata dalla tribù messicana dei Tarahumara, famosa per i suoi corridori. Pare che questi corridori, dopo aver bevuto una bevanda chiamata Iskiate, cioè una miscela di semi di chia, limone e acqua, siano in grado di correre per centinaia di miglia. 

La chia per una dieta sana

I semi di Chia hanno un sapore delicato e possono essere aggiunti a vari alimenti, inoltre, mescolati con un liquido, producono un gel. Possono quindi essere usati per addensare zuppe o anche per sostituire le uova in svariate ricette (un cucchiaio di gel equivale a un uovo grande).  

Si abbinano bene con cibi dolci e salati, aggiungendo più croccantezza e consistenza che sapore. I semi di chia sono un ingrediente fondamentale nella bevanda preferita dai messicani e centroamericani, composta da chia fresca mescolata in succo di lime o limone e zuccherata.  

Secondo la tradizione, il consumo di semi di chia controlla il senso di fame, contribuisce alla salute del cuore, riduce gli zuccheri nel sangue, insomma, sembrerebbe proprio un super cibo. 

I semi di chia sono particolarmente adatti nella dieta vegana perché sostituiscono le uova nell’addensare polpette, alle quali forniscono anche una piacevole croccantezza, mescolate ai cereali, per fare budini e anche nutrienti prodotti da forno, come biscotti e torte senza uova.  

Una ricetta: pudding ai semi di chia

Intanto, la chia si trova facilmente nei negozi di alimentazione naturale e qualche volta nei supermercati forniti. Va conservata in un luogo fresco e asciutto e può durare diversi mesi. Il gel, invece, si conserva in frigorifero per circa due settimane. 

La ricetta vegana 

Per 4 persone   

250 ml di latte di nocciole o di latte di cocco 

30 g di semi di chia 

40 g di sciroppo d’acero 

100 g di frutti rossi 

20 g di nocciole 

La preparazione è semplicissima: porzionate i semi di chia in quattro coppette o bicchieri. Addolcite il latte con lo sciroppo d’acero e versarlo nelle quattro coppette. Mescolare bene e mettere in frigorifero a riposare. Ricordate che la chia gonfia molto quindi tenetelo presente nello scegliere i contenitori. Dopo il riposo in frigo, potete servire coperto di frutta fresca come frutti rossi, fragole, conserve. 

Una versione particolarmente golosa prevede di aggiungere cacao amaro in polvere. 

È una ricetta velocissima, perfetta per la merenda del pomeriggio dalla consistenza insolita e piacevole ed è una ver sferzata di energia a basse calorie (486 calorie all’etto). 

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