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Piemonte: un autunno perfetto

Sogni un viaggio nel nord Italia? Comincia la stagione dell’incanto, dalle vigne ormai vendemmiate ma ricche di un fogliame che fa invidia ad un qualsiasi dipinto, ai boschi che rosseggiano e alle mense che fumano di cibi robusti e generosi, che fanno del Piemonte la regione perfetta per un fuori porta autunnale. 

Sono sempre di più gli stranieri che, nello scegliere di visitare l’Italia, si fanno prendere dal fascino di quel “vivere dei piemontesi” del quale hanno letto tanto e che pare, ed è, vivere un territorio con una ricchezza di panorami, di terreni, di tradizioni, di dialetti e di cibi e vini deliziosi. Vivere da piemontesi significa trovarsi tutti a tavola, mentre fuori le viti si vedono attraverso un velo gentile di nebbia, e assaporare una bagna causa, un bollito misto, un brasato al barolo, uno zabaione caldo. Significa sturare con competenza bottiglie di vino pregiato e distribuirlo fra gli ospiti che, certo, non lo ingolleranno come coca cola ma sapranno apprezzarne colore, profumo spessore e sapore. Le specialità locali delle varie lande del Piemonte possono essere molto diverse, dal riso al tartufo, dai funghi alla pasta all’uovo fatta in casa (magari cotta nel minestrone). 

Piemonte: una straordinaria biodiversità 

Alcuni piatti tipici, fra i primi, includono tajarin e agnolotti, risotto (il Piemonte, in particolare il Vercellese, è famoso per il suo riso) conditi con il tartufo bianco d’Alba. Fra i secondi più famosi si possono enumerare il bollito misto, il fritto misto alla piemontese di verdure e semolini. Dolci classici piemontesi sono il Bonet, le pesche ripiene con amaretti, la Torta Di Nocciole, il Cioccolato gianduia e lo Zabaione, ottenuto con uova, zucchero e marsala.  

Un piatto misterioso e famoso: la Bagna Cauda 

Il cibo piemontese che va assolutamente provato è la Bagna Cauda, una salsa calda a base di aglio, olio e acciughe. La si porta in tavola in appositi contenitori che tengono caldo il sugo tramite una candela inserita nella base. Vi si possono intingere le verdure di stagione come bastoncini di carota, sedano, peperoni, barbabietole, cipollotto, carciofi e deliziosi topinambur, dal delicato gusto di carciofo, cavolo verza. Un tempo piatto dei contadini, oggi la Bagna Cauda è molto popolare in tutta la regione ma, attenzione, è per i veri amanti dell’aglio! Poiché questo piatto è abbastanza abbondante, può essere un pasto completo.  

Anche il fritto misto piemontese è un piatto originale e incredibilmente delizioso: si comincia con le verdure fritte, poi si arriva alle frattaglie fritte (cervella e fegato, specialmente), infine ai fritti di semolino dolce e persino agli amaretti fritti e alla frutta fritta.  

Anche il Brasato al Barolo è imperdibile: si tratta di un brasato di manzo cotto in una bottiglia di vino Barolo con verdure e aromi. La carne viene cotta in pentola per ore, diventando tenera e deliziosa. È un piatto autunnale e invernale quindi ci siamo quasi, e potremo gustarcelo con una bella polenta, liquida o fatta in crostini fritti. 

A Firenze, le eccellenze piemontesi 

Anche per esaltare questa unicità assoluta del patrimonio gastronomico piemontese a Firenze, dal 16 al 19 settembre, in piazza Santa Croce, è stata presentata l’agricoltura che verrà, con le eccellenze made in Piemonte  

È stata un’occasione, di grande successo per conoscere, degustare e acquistare prodotti italiani e Made in Piemonte con incontri ed esperienze tra consumatori, istituzioni e agricoltori e riflessioni sui temi del G20. Dalla lotta allo spreco con i cuochi contadini all’educazione alimentare con la fattoria didattica, dal recupero della biodiversità alla difesa dei suoli fertili, dal ruolo di giovani e donne in agricoltura alla rivoluzione tecnologica nei campi e alle forme innovative di solidarietà, che sono alcuni degli obiettivi del nuovo modello di sviluppo sostenibile presentato dalla Coldiretti in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia dove i grandi della “terra” che partecipano al Summit potranno confrontarsi concretamente con i primati del Made in Italy. 
Il G20 dell’agricoltura di Firenze è partito alle ore 9 del 16 settembre, con i giovani contadini che sono scesi in piazza contro il furto e la distruzione di terra fertile in Italia e nel mondo, che favorisce il dissesto ambientale e la speculazione sui prezzi del cibo e sulla fame. È stato presentato l’appello firmato dai giovani contadini del G20 dei diversi continenti su iniziativa della Coldiretti, con lo studio sull’impatto degli accaparramenti e della cementificazione della terra, sull’ambiente e sulla fame, con un focus sulle produzioni che nel mondo salvano la terra dalle speculazioni. 

Per quattro giorni, dalla mattina del 16 settembre fino alla sera del 19 settembre, il cuore della città di Firenze, in Piazza Santa Croce, è diventato il palcoscenico dei protagonisti del cibo, tra innovazione e tradizione, nel rispetto dell’ambiente, della salute e del territorio. Al grande farmers market, allestito nella piazza, non mancavano il riso e le nocciole piemontesi tra i vari prodotti che i consumatori, insieme alle delegazioni internazionali e nazionali, hanno trovato per vivere l’esperienza di contatto diretto con gli agricoltori anche attraverso la degustazione dei prodotti e delle ricette tipiche preparate dai cuochi contadini. Senza dimenticare la solidarietà con l’iniziativa la “Spesa sospesa di Campagna Amica”. 

Fonte: Coldiretti 

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