Né tonda né gentile: quando la dolcezza costa cara ai più poveri

Solo poche settimane fa riferimmo del mezzo scandalo avvenuto al mercato di Castagnole Lanze, quando le pregiate “tonde gentili” raggiunsero un deprezzamento tale da avvicinarle al prezzo di vendita delle nocciole turche. Vediamo bene cosa significa. 

Tonda gentile: un’eccellenza piemontese 

Una premessa: del Made in Piemonte, la nocciola Igp Piemonte è un’eccellenza del patrimonio gastronomico piemontese con numeri importanti: 2000 aziende con 23mila ettari di superficie coltivata, di cui 15mila in piena produzione, per una produzione totale media di 200mila quintali.  

Vediamo ora la situazione in Turchia: la Turchia da sola fornisce il 70 per cento della produzione mondiale di nocciole, coltivate in circa 600 mila piccole fattorie sparse lungo la costa settentrionale del paese. La varietà non è la nostra tonda gentile, ma è sicuramente inferiore per contenuto in olio di nocciola, ciò che rende pregiato il prodotto piemontese. 

Etica: un principio alla basa di qualsiasi Green Deal 

Quel che più conta però, è la disparità etica fra le due coltivazioni. La Turchia infatti è ormai da anni sotto l’occhio delle organizzazioni mondiali che indagano sullo sfruttamento dei minori in agricoltura, e non solo: la maggior parte dei lavoratori è composta da profughi siriani. Il lavoro in agricoltura è a loro consentito e vi partecipano donne, bambini, anziani, in condizioni difficili e di pericolo, in terreni scoscesi e nel fango, con salari minimi insufficienti per mantenere famiglie, alloggi provvisori, paghe tagliate dagli intermediari.  

Braccianti stagionali e diritti negati: dieci ore a terra nel fango 

Ogni anno, per la raccolta delle nocciole, arrivano nel paese circa 350.000 lavoratori stagionali. Ma controllare le condizioni di lavoro nelle centinaia di piccole aziende sparse nel nord della Turchia è pressoché impossibile. 

È questo il prezzo delle nocciole turche. Queste condizioni di lavoro non garantiscono, ovviamente, un’equa competizione con un prodotto come la nocciola IGP Piemonte, la cui coltivazione è tramandata e lavorata secondo tradizione in base ai principi di eticità, biodiversità e tracciabilità

Proprio in tempo su questa situazione è arrivato il lavoro del documentarista Stefano Rogliatti, fortemente voluto da Coldiretti, che con il suo “Né tonda né gentiledocumenta proprio lo sfruttamento dei lavoratori nella coricoltura turca: giornate di 15 ore, nemmeno 10 dollari al giorno di compenso e diritti negati. 

Il documentario è stato presentato in anteprima alla stampa giovedì 15 ottobre 2020 alle ore 11:00, presso Starhotels Majestic a Torino e ne sono previste diverse proiezioni in tutta Italia. 

La prima delle previste proiezioni si è svolta il 21 ottobre alle 20.30 a Carisio, alla presenza dei produttori di nocciole del territorio. Ma l’azione di sensibilizzazione proseguirà. Fanno sapere da Coldiretti: “è giusto che i consumatori sappiano come e a che “prezzo” arriva il cibo sulle nostre tavole”

Di seguito, la presentazione alla stampa e, in esclusiva, il trailer del documentario

https://we.tl/t-VnyUQnxxGE?src=dnl

Courtesy: Coldiretti Piemonte 

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