Miele piemontese: ode alla tipicità e benefici per la salute

Il miele fa bene: proprietà del miele e benefici per la salute. Impariamo a considerare il miele non solo un dolce delizioso, base per molte golose ricette, ma una fonte di elementi essenziali per la salute e il buonumore

Il miele è costituito principalmente da zuccheri e acqua. Oltre agli zuccheri, il miele contiene anche diverse vitamine, in particolare il complesso B e la vitamina C, insieme a molti mineraliAlcune delle vitamine presenti nel miele includono acido ascorbico, acido pantotenico, niacina e riboflavina; sono presenti anche minerali come calcio, rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, potassio e zinco.  

L’uso del miele a scopo terapeutico è conosciuto sin dall’antichità e sono stati dimostrati i suoi positivi effetti antibatterici anche su batteri resistenti ai farmaci. Il miele è stato usato per le sue proprietà curative, nutrizionali e terapeutiche fin dai tempi antichi. Sono stati dimostrati i suoi potenziali antibatterici anche contro i batteri resistenti ai farmaci come lo Staphylococcus aureus, lo Pseudomonas aeruginosa, responsabile di gravi infezioni nelle ferite aperte e l’Acinetobacterbaumanni, tipico delle infezioni ospedaliere.  

Il miele è anche ben noto per le sue capacità antinfiammatorie e antiossidanti, che possono essere utili per la prevenzione del processo infiammatorio cronico come l’aterosclerosi, il diabete mellito e le malattie cardiovascolari.  
 

Il miele fa bene: riscoprirne l’uso oggi 

Oggi, con la presenza di microbi resistenti ai farmaci, è abbastanza evidente che è necessario rivalutare vecchi rimedi che, usati nell’antichità, hanno dimostrato di funzionare efficacemente: si parla, ovviamente di piante e prodotti a base vegetale, fra i quali il miele. 

 L’attività antimicrobica nella maggior parte dei mieli è dovuta alla produzione enzimatica di perossido di idrogeno, ossia di acqua ossigenata. 

Esistono anche mieli non perossidi, come il miele di Manuka, che mostrano comunque significativi effetti antibatterici legati o al basso livello di pH del miele e al suo alto contenuto di zucchero che è sufficiente per ostacolare la crescita dei microbi.  

Bisogna però considerare, e molti ricercatori lo hanno sottolineato, che tali effetti antibatterici sono particolarmente efficaci quando il miele naturale non è riscaldato

Proprio il miele di Manuka, poco diffuso da noi, ha un effetto inibitorio su circa 60 specie di batteri. 

Il miele: proprietà antiossidanti, ovvero, l’elisir di lunga vita 

Le proprietà antiossidanti del miele sono dovute alla grande quantità di flavonoidi, che svolgono un’azione protettiva contro i radicali liberi e combattono l’insufficienza venosa e la fragilità capillare, di acidi fenolici, ancora dal potere antiossidante, di acido ascorbico, cioè Vitamina C e molti altri, che lavorano sinergicamente nell’attività di antiossidanti

È curioso ma non sorprendente notare che esiste una forte correlazione tra l’attività antiossidante e il colore del miele: d’altra parte, è noto che possiamo assumere vitamine, minerali e altri principi utili semplicemente scegliendo frutta e verdura di un dato colore.  

Il miele scuro ha un contenuto fenolico totale più elevato e di conseguenza una maggiore capacità antiossidante. Sono tipicamente mieli scuri quello di castagno e quello di erica, e hanno quindi un maggior contenuto di fenoli e maggiori proprietà antiossidanti. Una delle caratteristiche tipiche di questi mieli è il sapore intenso

Dolce come lo zucchero? Non proprio 

A differenza degli zuccheri raffinati, i pazienti diabetici possono mangiare in modo sicuro e innocuo questo prodotto naturale e dolce contenente zucchero (fruttosio), il miele naturale. Anzi, alcuni studi clinici hanno dimostrato il contributo del miele alla salute cardiovascolare: riduzione dei livelli plasmatici dei fattori di rischio che includono colesterolo trigliceridi, glucosio nei pazienti normali e diabetici. 

Infine: il miele fa ingrassare? Certo è un alimento con alto contenuto di fruttosio, vero è anche che non se ne mangiano grandi quantità. Di recente, alcuni studi hanno evidenziato che assumere un cucchiaio di miele prima di dormire fa invece dimagrire. The honey diet, la dieta del miele lanciata dal nutrizionista Mike Mcinnes, il tradizionale cucchiaino di miele prima del sonno dà al corpo il giusto tipo e la quantità di cibo necessaria per bruciare il peso in eccesso durante la notte, riducendo anche la voglia di altri zuccheri “cattivi” durante il giorno. 

Miele: occhio all’etichetta 

Il Piemonte è una zona vocata all’apicoltura grazie anche alla varietà della sua vegetazione e dei suoi specifici ecosistemi: dalle vallate montane, dove fiorisce il rododendro, alle alte colline ricoperte di boschi di castagno, sino ai campi verdeggianti punteggiati da fiori di ogni genere.  

In Piemonte il settore apistico, negli ultimi cinque anni ha avuto uno sviluppo sia per il numero di alveari allevati, sia per il numero di aziende attive. Dal 2001, anno in cui si registravano 2.701 aziende con 88.276 alveari allevati, si è passati nel 2017 a 5.612 aziende che conducono 18.982 apiari con 199.315 alveari

Tuttavia, l’offerta di miele italiano non è sufficiente a coprire la richiesta nazionale, senza contare che si tratta di un settore profondamente sensibile ai cambiamenti climatici. Il 2019, per esempio, è stato molto problematico proprio per le bizzarrie del clima. 

Il rischio è che venga incrementato ulteriormente l’arrivo massiccio di miele dall’estero che, spesso, di miele ha ben poco, dicono in Coldiretti Piemonte. A far concorrenza al miele Made in Piemonte non è solo la Cina, ma anche l’Est Europa dalla quale proviene una gran quantità di miele a basso costo e che non rispetta i nostri standard qualitativi. Come sempre è importante leggere con attenzione le etichette e, ancora meglio, acquistare dai produttori oppure dai mercati agricoli, che ancora, per fortuna, non sono soggetti a lockdown e approfittare dei punti vendita della rete di Campagna Amica, che mette in collegamento diretto produttori e consumatori.  

Scelte come queste contribuiscono alla giusta valorizzazione del prodotto e del non facile lavoro degli apicoltori, senza contare che è necessario un progetto economico di filiera che garantisca l’omogeneità delle leggi comunitarie per non penalizzare le produzioni ottenute rispettando le rigide norme di sicurezza italiane rispetto a quelle dei Paesi con sistemi di controllo più permissivi, come avviene per il miele proveniente dalla Cina e dall’est Europa. 

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