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Lavoro alle donne: il 22,5% delle imprese piemontesi sono al femminile

Lavoro alle donne: il 22,5 % delle imprese registrate in Piemonte sono al femminile, operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’agricoltura e dei servizi alla persona; nel 11,8% dei casi sono guidate da straniere; il 10,8% è amministrato da giovani imprenditrici.  

È quanto emerge dai dati di Unioncamere Piemonte in occasione dell’8 marzo. A fine dicembre 2021 le imprese femminili con sede in Piemonte ammontavano a 96.433 unità, in aumento rispetto alle 95.879 del 2020, ma ancora leggermente inferiori rispetto alle 96.591 di fine 2019. A fine dicembre 2021 le imprese femminili con sede in Piemonte ammontavano a 96.433 unità, in aumento rispetto alle 95.879 del 2020, ma ancora leggermente inferiori rispetto alle 96.591 di fine 2019.  

Secondo il Sole 24 Ore oggi in Italia ci sono 136.312 imprese a conduzione femminile straniera, pari all’11,6% delle attività guidate da donne e al 23,8% delle imprese fondate da immigrati. Negli ultimi dieci anni sono aumentate del 42,7% e sono cresciute con un ritmo maggiore rispetto a quelle a conduzione maschile. 

Scrive il Post: “Nel nostro paese, il 69 per cento di chi arriva dall’Ucraina lavora nei servizi alla persona, seguiti dal lavoro manuale non qualificato, con redditi piuttosto bassi a fronte di un livello di istruzione medio-alto. Gli imprenditori ucraini in Italia non sono molti, ma hanno la particolarità di essere per il 56,3 per cento donne, a fronte del 21 per cento di imprenditrici che si conta fra gli altri cittadini non comunitari”.  

Nonostante la pandemia stia lasciando dei segni nel mondo imprenditoriale in generale il settore primario locale continua a rientrare tra i primi posti della classifica di scelta per imprenditrici donne, un dato che mostra la dinamicità e possibilità di sviluppo del settore, dove il protagonismo femminile ha rivoluzionato l’attività, come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet- therapy fino alla presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica, oltre che nell’agriturismo. 

“Quest’anno non possiamo non rivolgere un pensiero alle 200 mila donne ucraine arrivate in Italia con la guerra o prima nelle famiglie italiane, che in molti casi vivono giorni di sofferenza per i figli al fronte – sottolinea Silvia Beccaria responsabile Donne Impresa Coldiretti Piemonte –. È stato un anno ancora segnato da diverse difficoltà legate sia alla pandemia e sia ai mutamenti degli scenari di mercato con lo scoppio della guerra in Ucraina, che sta acuendo la problematica delle speculazioni sui prezzi. Le imprese femminili, però, sanno da sempre guardare al futuro e dimostrare la loro solidità. Abbiamo voluto creare, attraverso un video, uno spaccato di cosa significa essere donna in agricoltura: dal condurre un’impresa multifunzionale all’essere mamma, dal saper raccontare il territorio a tavola al tramandare le tradizioni di famiglia innovando fino a dare una possibilità a chi è più svantaggiato grazie alle pratiche dell’agricoltura sociale. Questo è molto altro sono le nostre imprese rosa del 2021”. 

Le donne hanno dimostrato quindi capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità. 

Donne in agricoltura 

Fanno notare in Coldiretti Piemonte: “L’agricoltura, quindi, offre alle imprenditrici agricole prospettive di crescita e di futuro ed è attrattiva anche verso le più giovani che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro sia lo studio. Le imprese rosa, dunque, rappresentano un tassello importante della nostra Organizzazione e dell’economia regionale, ma, soprattutto, in questo momento di crisi, è fondamentale supportarle”. 

Sottolinea Ettore Prandini, Presidente Coldiretti: “”Per le imprenditrici donne è stato fatto molto ma si può fare ancora tanto, oggi un imprenditore su tre è donna. Con la presenza femminile nell’imprenditoria abbiamo aumentato la capacità di penetrazione sui mercati internazionali. Sotto questo punto di vista è stato fondamentale il ruolo delle donne e lo sarà ancora di più, perché mai come oggi abbiamo l’esigenza di poter aumentare la nostra capacità di esportazione delle nostre eccellenze per dare futuro alle nostre imprese”.  

E quanto alla crisi Ucraina Russa Prandini manifesta preoccupazione per le speculazioni in atto su varie filiere e prodotti che vengono importati perché l’Italia non è autosufficiente: “Secondo dato preoccupante sono i costi per le imprese che aumentano a livello esponenziale. Viviamo una crisi senza precedenti, se a questo aggiungiamo i rincari in campo energetico, le preoccupazioni aumentano sempre di più. A livello comunitario bisogna dare continuità al futuro dei nostri imprenditori ma anche garantire cibo ai consumatori, un aspetto di carattere sociale che non va assolutamente tralasciato”. 

Aziende agricole. La sfida della solidarietà 

In Italia vivono migliaia di donne ucraine, molte hanno lasciato i figli in patria e ora sono in angoscia per il loro destino. L’Italia ha un particolare debito di riconoscenza nei loro riguardi, perché moltissime sono impegnate nel settore dei servizi alla persona, vitale per le famiglie con anziani e persone non autosufficienti in casa. 

Non manca la solidarietà di Coldiretti e Campagna Amica: molte le iniziative, come “Un fiore per la vita” promosso da Coldiretti di Bergamo che, nei farmers market ha cominciato a raccogliere fondi per l’acquisto di prodotti del territorio come frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare di qualità, prodotto in Italia e a chilometro zero tra quelli proposti dagli agricoltori di Campagna Amica. In cambio di una piccola donazione, si riceve un omaggio floreale. 

Questi prodotti, in collaborazione con la Caritas, verranno donati alle migliaia di profughi che stanno arrivando in Italia. Nei farmers market ci sarà anche la possibilità di scrivere messaggi di solidarietà, che saranno consegnati insieme al cibo raccolto. 

Al via anche la Spesa sospesa per l’Ucraina, con la possibilità per tutti i cittadini di fare offerte per acquistare prodotti nei mercati contadini di Campagna Amica in Piemonte, da inviare ai civili del martoriato paese dove iniziano a scarseggiare le scorte alimentari o da donare alle migliaia di profughi che stanno arrivando in Italia. 

Fonte Coldiretti 

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