Orto sinergico: l’orto perfetto per mini-spazi

Orto sinergico: la più semplice forma di orticultura per piccoli spazi. Sempre più novelli ortolani non fanno che parlare dei loro piccoli orti, coltivati in pochi metri di terra, addirittura dell’orto sul balcone, nei vasi: vantano la bontà e la freschezza dei loro prodotti, la soddisfazione di staccare dalla pianta un pomodoro caldo di sole, e mangiarselo così, all’aria aperta. 

Un sistema particolarmente facile, se si seguono le istruzioni, è quello dell’agricoltura sinergica, un sistema di coltivazione messo a punto da Emilia Hazelip, scomparsa nel 2003, e da quella elaborata negli anni ‘70 dal microbiologo e pensatore Masanobu Fukuoka. Il metodo Fukuoka è difficile da applicare al 100%, specialmente in un orto domestico. Tuttavia, un approfondimento del suo punto d vista può essere interessante per copiare questa vera e propria filosofia dell’orto. 

Fukuoka, un microbiologo specializzato nell’analisi del suolo e nel trattamento delle malattie delle piante, lavora come ricercatore scientifico in Giappone. Nonostante il prestigio dell’incarico, Fukuoka non è convinto dalla moderna agricoltura. Crede che si possano ottenere risultati migliori con sistemi meno complessi. 

L’agricoltura del Mu, ovvero del “non fare” 

A 25 anni, Fukuoka molla tutto e si ritira nella fattoria di famiglia, dedicandosi alla coltivazione dei mandarini e all’elaborazione di un nuovo approccio all’agricoltura. È in questi anni che getta le basi del suo metodo detto “agricoltura del Mu”, ovvero agricoltura del non fare. L’idea alla base è che la natura ha sempre fatto da sola e continuerà a farlo, principio che tornerà anche nell’agricoltura sinergica e nell’orto in permacultura (la parola “permacultura” è stata creata da Bill Mollison e da David Holmgren a metà degli anni ‘70 per descrivere un sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali e animali perenne o auto-perpetuante, ed utile all’uomo). Più che un semplice insieme di tecniche agricole, si tratta quindi di una vera e propria filosofia di vita. 

Il ragionamento seguito sia da Kukoka sia da Hazelip è che la terra permette alle piante di crescere e, sono le piante, a loro volta, che creano terreno fertile grazie ai loro essudati radicali, i residui biologici delle loro attività chimiche, oltre a microrganismi, batteri, funghi e vermi. Si pensa spesso che le piante estraggano sostanze nutritive dal terreno, e che quindi, una volta terminate le colture, sia necessario sostituirle. Le piante, come sappiamo, foto sintetizzano per nutrirsi e crescere. Per fare questo, hanno bisogno di acqua ed energia dal sole. Niente di più. Pertanto, l’agricoltura sinergica non accetta l’idea di concimare il terreno con compost o altri fertilizzanti organici, a meno che questo non venga utilizzato per pacciamare le piante, ma senza mescolarlo al terreno, poiché questo tipo di coltivazione si basa sul principio che i microrganismi, cioè vermi, insetti, ecc. che vivono sotto il livello del suolo, sono quelli che forniscono realmente i nutrienti necessari. 

L’agricoltura sinergica, quindi, è un sistema che permette al terreno di rimanere selvaggio nonostante sia coltivato, ma con alcuni adattamenti, come l’uso delle macchine. La sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari organi per svolgere una funzione. Così come nel nostro corpo l’intero sistema ed i suoi elementi lavorano in modo interrelato e coerente, questa sinergia avviene anche tra la terra ed i microrganismi che la abitano, arricchendola, tra legumi e batteri azotofissatori atmosferici oppure nell’associazione tra piante che si beneficano a vicenda. Questo sistema di agricoltura naturale protegge l’ecosistema del suolo, consentendo alla terra di mantenere i propri strati, senza scuoterla o mescolarla, comprendendo che la terra ha la capacità di autofecondare. 

I quattro principi dell’agricoltura sinergica sono: 

  1. Non arare il terreno 
  1. Non concimare, l’auto fertilità del terreno è il fertilizzante 
  1. Non utilizzare trattamenti chimici 
  1. Non comprimere il terreno 

Come progettare un orto sinergico

Progettare un orto sinergico è molto più facile da fare di quanto si potrebbe pensare inizialmente. 

In effetti, è sufficiente seguire quattro semplici passaggi: 

  • Costruire i bancali. Costruire dei letti rialzati, generalmente di forma ondulata, usando i primi 15-20 cm. della terra intorno. I letti vanno ricoperti da un’imbottitura di paglia, lana, cartone o resti organici che fungono da filtro protettivo tra la superficie della terra e i gas atmosferici, la forza disseccante del sole e la forza compattante ed erosiva della pioggia e del vento. Questo pacciame funge anche da pacciame di superficie, alimentando il terreno dall’alto verso il basso. 

In questo modo viene stabilito un equilibrio duraturo nel suolo tra i suoi abitanti, siano essi lombrichi delle profondità, vermi rossi del pacciame, i miliardi di piante di ogni tipo micorizzate e gli esseri animali che vivono e muoiono nel suo seno. 

Questa costruzione viene eseguita una sola volta per creare le migliori condizioni possibili in cui il terreno possa trovare il suo equilibrio naturale. Fukuoka spiega l’importanza di questo modo di accumulare il terreno: “Un altro buon metodo è ammucchiare il terreno per creare aiuole rialzate. Ciò si ottiene utilizzando la terra che viene estratta scavando delle specie di sottili trincee, che serviranno per percorrere l’orto senza mai schiacciare i “bancali”. La miglior cosa è ammucchiare la terra attorno a materia organica grossolana. Una migliore aerazione permette a un miscuglio di questo tipo di maturare più rapidamente. Questi metodi attivano rapidamente la fertilità latente, anche per terreni impoveriti e granulosi, preparandoli rapidamente alla coltivazione senza fertilizzanti” 

Tutti i partecipanti dell’ecosistema non saranno mai traumatizzati dai cambiamenti nel loro habitat. Imitare ciò che fa la natura implica lasciare il terreno sempre ricoperto di pacciame (a parte nei camminamenti), che gradualmente si trasforma in pacciamatura, in humus. 

Affinché la terra abbia dentro di sé materia organica, senza bisogno di seppellirla, le radici vengono sempre lasciate a decomporsi al suo interno, ad eccezione di quelle che vengono raccolte. Questi resti partecipano alla flora intestinale della terra e questo a sua volta permette il nutrimento delle piante. Quando la fertilità del suolo non viene persa a causa dell’erosione, non è richiesta una compensazione costante sotto forma di alcun tipo di compost, come compost o letame. 

  • Predisposizione dell’impianto di irrigazione. Il giardino sinergico prevede esclusivamente il sistema di irrigazione a goccia, di facile realizzazione, che garantisce anche il massimo risparmio idrico. 
  • Copertura dei bancali con paglia. La paglia protegge il giardino sinergico dagli agenti atmosferici, dalla compattazione e dalla perdita di umidità e limita la crescita delle erbe infestanti. In questo modo, il terreno sarà sempre soffice e la crescita delle infestanti sarà ostacolata dallo strato di paglia o corteccia. 
  • Semina e trapianto. La seminatura e i trapianti di piantine devono essere ben pianificati per garantire la coltivazione costante di tutta la superficie dei pallet. Il giardino sinergico deve essere pieno in ogni periodo dell’anno. Per una sinergia ottimale ci devono essere almeno tre diverse specie di piante. Un orto sinergico si presta bene a qualsiasi tipo di coltivazione. 
  • Associazione delle piante. Il progetto dell’orto sinergico prevede di decidere quali piante scegliere in base ai principi dell’associazione degli ortaggi. La pianta dell’aglio è consigliata in diverse circostanze: l’aglio ha ottime funzioni antibatteriche e svolge il ruolo di antiparassitario naturale (l’aglio come antiparassitario). 
  • Le protezioni. Prima di progettare un orto sinergico, è necessario pensare a delle protezioni permanenti che evitino che qualcuno calpesti le piante. Un’idea potrebbe essere quella di impiantare barre di ferro (quelle usate nelle costruzioni) piegate a formare un arco alto 2 metri. Le barre di ferro dovrebbero avere un diametro di 10-12 mm. Per fissare gli archi si possono usare materiali naturali come la canapa o il sisal. 
  • Fertilità del suolo. La pacciamatura protegge i lombrichi e gli altri microrganismi naturali presenti nel terreno, garantendo così l’habitat più idoneo alla propagazione delle radici delle nostre piante: le pratiche agricole più tradizionali rendono difficile l’interazione tra le piante. La necessità di concimare il suolo con agenti chimici aumenta l’incidenza delle malattie e riduce la biodiversità. 

Conclusione

Per chi sta decidendo di farsi un piccolo orto casalingo, sicuramente l’orto sinergico è una soluzione non solo semplice ma anche molto bella: può contenere piante di ortaggi ma anche piante da fiore. È una specie di orto/giardino dove anche le piante naturali sono lasciate crescere spontaneamente. Un orto un po’ selvaggio, ma magico: sarà veramente una sorpresa scoprire quali meravigliosi fiori producono gli zucchini, i fagiolini, i piselli, cibi che troviamo nei banchi del supermercato ma dei quali non conosciamo le fasi vitali.  

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