Coltivare vaniglia: in vaso, in casa, per un hobby raffinato

vaniglia

Come coltivare la vaniglia: i segreti di questa orchidea che, come altre piante entra, anche se molti non lo sanno, in tante preparazioni alimentari, specialmente esotiche. 

Ma fra tutte, nessuna è regale e rara come questa orchidea, la Vanilla orchid, coltivata ormai in tutto il mondo. 

La vaniglia è un genere di orchidee, appartenente alla sottofamiglia Vanilloidae, che è un gruppo gemello di Epidendroidae e Orchidoidae, il che significa che la vaniglia è una delle orchidee più antiche. Il genere Vanilla contiene 108-110 specie di orchidee a liana, che consente loro di gattonare e attaccarsi a tronchi e rami degli alberi.  

A parte la loro importanza ornamentale e commerciale, queste orchidee, in particolare le piante di vaniglia a foglia piatta, sono ugualmente molto apprezzate per i loro baccelli profumati e carnosi usati come aromi. Oggi la vaniglia è la terza delle spezie più costose al mondo, accanto allo zafferano e al cardamomo. Le loro foglie sono grandi, spesse, di un verde brillante, piatte e lisce. Ogni foglia misura da 10 a 23 cm di lunghezza e da 4 a 6 cm di larghezza. I fiori delle orchidee vaniglia di solito fioriscono due o tre anni dopo la semina. Sono cerosi, grandi, profumati e di colore giallo chiaro. Ogni fiore cresce di circa 5 cm di diametro. I frutti di vaniglia, comunemente indicati come baccelli di vaniglia, sono baccelli pendenti che misurano da 10 a 20 cm di lunghezza. Appaiono giallo-verdastri quando sono completamente maturi e maturano gradualmente, il che di solito richiede circa 8-9 mesi dopo l’inizio della fioritura  

Coltivare vaniglia: preparare i vasi 

L’estratto di vaniglia, che si ottiene dai baccelli dei semi della pianta, è uno degli aromi più preziosi e amati.  

A differenza di altri tipi di orchidee, le orchidee alla vaniglia sono più riconosciute per i loro estratti e non come piante d’appartamento o piante da giardino. Tuttavia, ciò non significa che non è possibile coltivare orchidee di vaniglia in casa o in giardino! 

Come tutte le orchidee, non sono facili da coltivare, per un principiante. Specialmente in climi freddi, è indispensabile possedere una serra, anche piccola. 

In compenso l’orchidea da vaniglia cresce bene su vari tipi di terreno. 

Per coltivarla in casa è sufficiente scegliere un contenitore in terracotta con un buon drenaggio da riempire con terriccio fertile, per esempio mescolando il comune terriccio con felce tritata, corteccia di abete tritata in parti uguali. Poiché la loro crescita è tipicamente rampicante, è necessario inserire nel contenitore un supporto, per esempio un paletto di legno. 

Si acquistano generalmente già in vaso oppure, per i più esperti, si possono scegliere le talee, che devono presentare almeno sei “nodi”. 

Le talee grandi (da 60 a 90 centimetri) impiegano dai due ai tre anni prima di fiorire, le più piccole dai tre ai quattro anni.  

Quando iniziano a fiorire, è necessario impollinare manualmente i fiori: non è un’operazione semplice, richiede delicatezza e manualità. Si rimuove il polline dallo stame di un fiore e lo si posiziona sullo stigma di un altro fiore. I fiori impollinati appassiranno ed entro una settimana si formeranno dei piccoli baccelli verdi, pronti per la raccolta in 9-10 mesi.  

La vaniglia richiede annaffiature regolari, ricordandosi anche di bagnare le lunghezze, perché la pianta ha radici aeree. Come molti altri tipi di orchidee, le orchidee della vaniglia sono piante amanti dell’ombra (dal 50% al 60% di ombra) e possono tollerare brevi periodi di luce diretta al mattino.  

Coltivare vaniglia: dall’impollinazione dei fiori alla preparazione dell’estratto 

Il primo passo per preparare l’estratto di vaniglia è preparare il baccello: usando la punta di un coltello molto affilato si incide il baccello in senso verticale, lasciando attaccate in cima le due metà. All’interno noterete moltissimi piccoli semini neri (il cosiddetto caviale di vaniglia). 

L’estratto di vaniglia può essere puro oppure può presentarsi con piccole macchie, dovute ai semi. Nell pasticceria è piuttosto gradevole vedere questi piccoli semi cotti, dà l’impressione di maggiore genuinità 

Se invece si vuole ricavare un estratto puro, bisogna grattare via i semini dai due baccelli (che ovviamente non verranno buttati ma mescolati, per esempio, al gelato alla vaniglia o alla crema pasticcera o per preparare dolcetti alla vaniglia) crema pasticcera o i cupcakes alla vaniglia 

Il baccello pulito va inserito in un barattolo con coperchio da sottovuoto, si riempie il vasetto di alcool gastronomico oppure di vodka o altro liquore preferito. Una volta che la bottiglia è piena di alcol, bisogna assicurarsi che il baccello sia completamente immerso, infine, si sigilla il barattolo con il suo tappo. 

Quanto al sapore, al primo esperimento conviene tener nota delle proporzioni fra baccello e alcool: la ricetta base prevede 170 gr. di alcool per un baccello. Naturalmente, solo il tempo dirà se questa è la proporzione giusta per il risultato che volevi ottenere.  

I barattoli vanno conservati in luogo fresco e asciutto per alcuni mesi, da due a sei: se i semini sono stati tolti, il tempo di infusione è più lungo. 

Una volta ottenuto l’estratto, che andrà filtrato e inserito in bottigliette (magari graziose, da donare agli amici), il baccello non va buttato ma lasciato asciugare e usato, per esempio, per fare lo zucchero vanigliato.  

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