Biscotti dallo Spazio, e non è una minaccia

Biscotti dallo spazio, e non è una minaccia. Sono tornati sulla terra a bordo della capsula Dragon di ritorno dalla Stazione spaziale internazionale (Iss), i primi biscotti sfornati nello spazio.
Sono solo cinque, quindi non ce ne sarà per tutti, ma la curiosità è grande: quanto saranno diversi per gusto e consistenza? Che durata avranno? E chi sarà il fortunato o lo sfortunato che li mangerà? Nessuno, a quanto pare.
Questa simpatica iniziativa scientifica era stata annunciata con un tweet dall’astronauta Jessica Meir, biologa marina e psicologa, che aveva posato accanto al collega italiano Luca Parmitano mostrando un grosso biscotto al cioccolato (i preferiti dagli Americani, i cosiddetti cookies) accuratamente incartato.
Un divertissement, certo, ma anche un esperimento per verificare e svelare come si cucina a gravità zero. L’impasto, già pronto, è lo stesso dei celebri biscotti offerti negli hotel DoubleTree by Hilton, ed era giunto alla stazione spaziale lo scorso novembre insieme allo speciale fornetto (Zero G Oven), capace di cucinare in condizioni di microgravità. Naturalmente, alla prima prova, il biscotto si è rivelato poco cotto e incapace di emettere un aroma, mentre gli altri hanno stupito per la loro intensa fragranza.

Biscotti dallo spazio: la capsula spaziale come la cucina della nonna?

Intanto pare che l’odore sia particolarmente intenso perché nello spazio, anche senza gravità, gli odori viaggiano attraverso le singole molecole aromatiche. Nell’ambiente di microgravità a bordo della stazione spaziale, queste molecole viaggiano in qualunque direzione vengano mosse (sulla Terra, le molecole aromatiche si muovono in tutte le direzioni a causa di collisioni casuali con molecole d’aria.).
Non potendoli assaggiare, gli astronauti si sono “accontentati” della speciale fornitura di biscotti precotti Double tree con gocce di cioccolato, inviati alla stazione spaziale ISS il 2 novembre dalla Double Tree by Hilton.

Il merchandise

Immancabile, naturalmente, il lancio contemporaneo da parte della Double Tree by Hilton, alberghi noti per distribuire biscotti caldi agli ospiti al momento del check-in, della latta “Cookies in Space” in edizione limitata.
Il contenitore da collezione include sei biscotti al cioccolato dello stesso tipo di quelli cotti dall’equipaggio della stazione spaziale.
Le scatole di 13 cm di altezza sono decorate con un astronauta che cammina nello spazio tenendo in mano un biscotto, galleggiando sopra la Terra, e una nebulosa viola a fare da sfondo. Il coperchio riporta i due slogan “Portare oltre l’ospitalità” e “Primo biscotto cotto nello spazio”.

I barattoli Cookies in Space sono disponibili a quindici dollari e mezzo ciascuno ma vengono spediti solo negli Stati Uniti.
Il progetto Cookies in Space è il risultato di una collaborazione tra DoubleTree, il fornitore di servizi commerciali spaziali NanoRacks e Zero G Kitchen, una società che sviluppa elettrodomestici da cucina da utilizzare nella microgravità.

“La collaborazione tra queste tre società è probabilmente una delle collaborazioni più ispirate nello spazio commerciale di oggi”, ha dichiarato Jordana Fichtenbaum, che con il marito Ian ha co-fondato Zero G Kitchen.

Biscotti dallo spazio: ingredienti e tempi di cottura

Sulla Terra, il biscotto medio prodotto con questo impasto per biscotti con gocce di cioccolato DoubleTree ha impiega per cuocere dai sedici ai diciotto minuti in 16-18 in un forno a convezione a 300 gradi Fahrenheit (150 gradi Celsius). Gli astronauti hanno cotto i primi quattro biscotti a 300 F e il quinto biscotto a 325 F (165 C): nel cuocere il primo biscotto, hanno scoperto che dopo 25 minuti era poco cotto. Il secondo biscotto ha iniziato a riempire la stazione con il suo delizioso aroma soltanto dopo ben 75 minuti nel forno.
L’aspetto? Del tutto simile ai biscotti in vendita sulla terra.

Quale destino per gli Space cookies?

In primo luogo, i cookie saranno sottoposti a ulteriori test, fornendoci dati per comprendere come il cibo cuoce in condizioni di microgravità, cosicché che le future missioni possano essere più confortevoli per gli equipaggi, che potranno mangiare cibo cotto al momento.
Dopo il test, i cookie saranno esposti al pubblico. In particolare, uno dei biscotti è stato donato allo Smithsonian National Air and Space Museum, che lo esporrà nella collezione permanente

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