Biodiversità: dal rapporto 2020 WWF il primato dell’Italia

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La biodiversità è la grande varietà di animali, piante, funghi e microorganismi che costituiscono il nostro Pianeta. Una molteplicità di specie e organismi che, in relazione tra loro, creano un equilibrio fondamentale per la vita sulla Terra. 

Biodiversità: dal rapporto 2020 WWF il primato dell’Italia, e non sono solo chiacchiere e vanterie. E non è un caso se è da anni in atto un’autentica guerra al cibo italiano attraverso disegni di legge e azioni che mirano a sminuire la tipicità della produzione italiana e attentare all’onorabilità della sua qualità tramite imitazioni improponibili. Lo abbiamo visto per il Parmigiano, lo abbiamo visto per le nocciole, lo abbiamo visto in moltissimi degli ambiti enogastronomici che caratterizzano il nostro paese. 

Che cos’è la biodiversità, in parole povere? Dice il WWF nel Rapporto sulla Biodiversità 2020: “La biodiversità è fondamentale per mantenere la salute degli ecosistemi. Il declino della biodiversità riduce la produttività di un ecosistema (la quantità di energia che viene convertita in biomassa) e diminuisce la qualità dei servizi dell’ecosistema (che spesso includono il mantenimento del suolo, la purificazione dell’acqua che lo attraversa, la fornitura di cibo e ombra, la protezione della salute, ecc.).” 

Insomma, attentare alla biodiversità, eliminare le coltivazioni tipiche a favore delle coltivazioni estensive industriali, significa non solamente affidarsi a partner che con la mancanza di concorrenza fanno miliardi ma che potranno anche, e i tempi sono maturi, imporci queste coltivazioni poiché le nostre, tradizionali, saranno antieconomiche. 

Biodiversità ed evoluzione sono inseparabili. La biodiversità è frutto di miliardi di anni di evoluzione, significa che rischiamo di distruggere in pochi decenni le basi del funzionamento dell’ecosistema, che fornisce beni e servizi essenziali per la salute umana, inclusi cibo, legno e fibre, aria e acqua pulite e regolazione dei parassiti e delle malattie a base di vettori. 

La biodiversità è una risorsa imperativa nelle economie globali e locali. La biodiversità è il fondamento diretto delle principali attività economiche e dei posti di lavoro in settori così diversi come l’agricoltura e la silvicoltura, la pesca, i prodotti farmaceutici, la cellulosa e la carta, i cosmetici, l’orticoltura, l’edilizia e la biotecnologia, il turismo. La biodiversità gioca un ruolo importante nella mitigazione del cambiamento climatico, contribuendo al sequestro a lungo termine del carbonio in una serie di biomi. 

La biodiversità è anche alla base della resilienza degli ecosistemi e svolge un ruolo fondamentale come parte della riduzione del rischio di catastrofi e delle strategie di costruzione della pace. 

Anche gli ambienti edificati delle nostre città sono legati e influenzati dalla biodiversità. Le soluzioni basate sull’ecosistema per l’approvvigionamento idrico e il deflusso delle acque urbane, il controllo del clima e altre sfide possono sia proteggere la biodiversità che essere convenienti. 

Il primato italiano nella biodiversità 

Questo significa che ogni specifico luogo ha non solo la sua fauna e la sua flora, ma anche che l’antropizzazione ha creato un’agricoltura specifica per quel terreno, quel clima, quell’acqua, selezionata dalla natura e dall’uomo negli anni per sopravvivere in quelle specifiche condizioni. 

La biodiversità italiana è generata dalla sua unica conformazione fisica: una penisola completamente circondata dal mare, protetta a nord dalle Alpi, la estensione della pianura padana e la spina dorsale dei monti Appennini, oltre alle diverse isole, crea dei microclimi che favoriscono l’unicità dei prodotti che vengono coltivati o prodotti. Come il cardo Gobbo piemontese, che nasce nei terreni sabbiosi tra Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo; il basilico di Prà, che gode dell’impetuoso vento marino genovese, per prendere quel sapore salino inimitabile; il San Daniele, che trae dai venti che soffiano dalle Alpi Carniche all’Adriatico quei sentori irripetibili e inimitabili. Il Parmigiano Reggiano, prodotto con un latte particolare, caratterizzato da una singolare e intensa attività batterica della flora microbica autoctona, influenzata da fattori ambientali, soprattutto dai foraggi, erbe e fieni del territorio che costituiscono il principale alimento delle bovine da latte. E si può continuare: il Crudo di Parma, dalle terre grasse delimitate, ad est, dal fiume Enza e, ad ovest, dal torrente Stirone. La mozzarella campana, che assorbe il vento del mare e le brezze tiepide del Vesuvio, la liquirizia calabrese, il pomodoro pachino siciliano. E questo solo per citarne alcune. 

L’Italia è tra i paesi europei più ricchi di biodiversità, proprio per la sua posizione geografica assolutamente unica al mondo e l’ampia varietà di condizioni geologiche, climatiche e di vegetazione. 

Sempre secondo il rapporto 2020 del WWF “l’Italia rappresenta uno dei più importanti serbatoi di biodiversità vegetale e animale del continente europeo. La posizione geografica al centro del Mediterraneo, la connessione naturale tra la Penisola iberica e l’area balcanica, la presenza contemporanea di notevoli dislivelli altitudinali (dal livello del mare a montagne che superano i 4.000 metri) e di differenze latitudinali (dalle rigide temperature alpine al caldo arido delle aree più meridionali) ha creato una notevole quantità di ambienti e contesti climatici differenti. L’Italia ospita, quindi, specie di origine eurasiatica, mediorientale e nord-africana e rappresenta il paese europeo che in assoluto ospita il più alto numero di specie, ovvero circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa.” 

Questa biodiversità è costantemente attaccata. E dalla metà del secolo scorso la biodiversità nel nostro paese ha subito una forte riduzione, specialmente a causa del consumo del suolo. Negli ultimi 50 anni sono stati intensamente colpiti alcuni importanti ambienti quali zone umide e boschi di pianura. 

Fra le principali minacce, sicuramente agricoltura intensiva, introduzione di specie aliene (trasportate volontariamente o involontariamente sul nostro territorio) e lo sviluppo edilizio sia volto alla creazione di infrastrutture che ai sistemi industriali, commerciali eccetera. 

A questo riguardo, circa il 10% del nostro Paese è edificato e densamente abitato: questo è uno dei principali fattori di pressione antropica su scala europea e determina uno squilibrio fra antropizzazione, e suoi evidenti fattori negativi come inquinamento, uso delle acque, acque reflue, rifiuti che mette a rischio il già fragile equilibrio dell’ecosistema totale. 

Sono quindi indispensabili modelli di gestione sostenibile finalizzati alla conservazione della biodiversità dei territori, con interventi nell’agricoltura, nell’allevamento, nella produzione agricola, dell’allevamento e nell’industria. Questo se vogliamo preservare non solo, teoricamente, l’ecosistema, ma se desideriamo continuare ad essere un paese ad altissima vocazione turistica proprio grazie alla complessità e varietà della nostra cucina, dei nostri vini, dei nostri panorami. 

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