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Bevande zuccherate, proibiti i distributori nelle scuole. Ma fuori?

Bevande zuccherate, il protocollo d’intesa fra il Ministero della Salute e Assobibe introduce un segnale importante nella tutela della salute di bambini e ragazzi. Se già dal 2006 è proibita la vendita di bibite zuccherate nelle macchine sistemate nelle scuole elementari, esteso dal 2015 anche alle scuole medie superiori, il nuovo protocollo d’intesa stabilisce che dal 2022 la vendita di bibite zuccherate sarà proibita anche nelle scuole medie superiori. 

In aggiunta, è stata estesa dai dodici ai tredici anni la soglia sulla quale evitare politiche di marketing mirate, il che pare una buona intenzione ma difficilmente applicabile, a partire dagli spot televisivi sino ad arrivare ai social media. 

Infine, l’accordo comprende anche una riduzione del 10% degli zuccheri immessi nel consumo nel biennio 2020-2022: un piccolo passo ma la direzione è certamente quella giusta. 

Bevande zuccherate, i rischi per la salute 

Alt text: bevande zuccherate, l’offerta del mercato 

Bevande zuccherate, soft drinks, la passione dei ragazzi per queste bibite e le potenziali conseguenze sulla salute sono ormai discusse da anni e ricerche su larga scala indicano che il consumo regolare di bevande zuccherate, tra cui cola, limonata e bevande energetiche, aumenta i rischi di obesità, malattie cardiache e diabete di tipo 2.  

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito parametri chiari: al massimo il 10% delle calorie giornaliere devono essere assunte sotto forma di zuccheri. Ancora meglio il 5%, che corrisponde ad assumere quotidianamente non più di 25 grammi (circa 6 cucchiaini) di zucchero. Questa quantità include sia gli zuccheri aggiunti presenti nei vari alimenti che lo zucchero naturale contenuto in miele, sciroppi, succhi e concentrati di frutta.” In maggior o minoro grado, tutti gli alimenti che consumiamo contengono zuccheri ed è quindi facile, per chi assume molte bibite gasate (e ci sarebbe da aprire un capitolo a parte) e zuccherate, consumi, senza accorgersene, elevate quantità di zucchero di vario tipo.  

Bevande zuccherate, e se facessero ingrassare? 

Per chi vuole dimagrire, poi, le bevande zuccherate aumentano molto rapidamente i livelli di zucchero nel sangue e questo può portare a stanchezza e aumento dell’appetito, non apportano alcun valore nutritivo a parte l’energia e che, alla lunga, l’assunzione di bevande zuccherate fanno aumentare di peso, e anche molto. 

L’epidemia di obesità che ha colpito da decenni società ad alto consumo di prodotti confezionati, zuccherati, dolcificati, come gli Stati uniti e il Regno Unito, ne sono la conferma. L’obesità infantile è diventata una preoccupazione crescente nel XXI secolo e una delle ragioni, oltre al consumo di prodotti industriali, è proprio da attribuirsi alla disponibilità di bevande zuccherate per i bambini. Fra l’altro, con l’aumento dell’obesità infantile, si è registrato un corrispondente aumento dei bambini che sviluppano il diabete di tipo 2. 

E anche le bibite cosiddette light, o dietetiche, vanno conosciute bene, per consumarne quantità ragionevoli per la salute.  

Infatti, gli effetti sulla salute dei dolcificanti ipocalorici/artificiali non sono ancora stati studiati a fondo e le ricerche mostrano risultati contrastanti. È vero che gli edulcoranti ipocalorici contengono poche o nessuna caloria ma hanno una maggiore intensità di dolcezza per grammo rispetto ai dolcificanti con calorie, come lo zucchero da tavola, i concentrati di succo di frutta e gli sciroppi di mais. Gli edulcoranti si trovano in molte bevande e alimenti classificati come dietetici, come dessert surgelati, yogurt, caramelle, prodotti da forno, gomme da masticare, cereali per la colazione, gelatine e budini, chi consuma molti prodotti confezionati rischia di assumerne quantità davvero eccessive. 

Bevande zuccherate: come ti inganno il cervello 

Esiste poi un ulteriore rischio: il cervello umano risponde al gusto dolce segnalando al corpo che ha bisogno di cibo. 

Quindi, anche i dolcificanti artificiali possono stimolare l’appetito e aumentare il desiderio di zuccheri e, grazie alla reazione insulinica che innescano (solamente la stevia non influenza la produzione di insulina) stimolerebbero addirittura la produzione di grasso e l’aumento di peso, oltre a causare scompensi metabolici e indurre intolleranza al glucosio e alterare il microbiota intestinale. 

In sostanza, l’esposizione ripetuta al gusto dolce degli edulcoranti promuoverebbe l’introduzione di dolci nella dieta quotidiana e stimola una risposta insulinica anche se la glicemia non cambia, portando ad un aumento dell’appetito e dell’assunzione di cibo? Ed è anche necessario segnalare che rispetto alle bibite contenenti zucchero, le bevande con edulcoranti artificiali non rilasciano nello stomaco gli ormoni che danno il senso della soddisfazione e della sazietà; quindi, una persona può aumentare l’assunzione di cibo per sentirsi sazia. 

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